I ragazzi del Sarrocchi con le sorelle Bucci
Andra e Tatiana Bucci avevano 4 e 6 anni, nel marzo 1944, quando furono deportate ad Auschwitz insieme a un cugino, Sergio, di 6 anni. Miracolosamente scampate alla crudele selezione del campo, le due sorelle furono liberate il 27 gennaio 1945, il giorno della liberazione del campo di Auschwitz. Il cuginetto, usato come cavia per orribili esperimenti, non fece più ritorno a casa.
Sul treno di ritorno, ci mettiamo a girellare ed incontriamo persone, ci scambiamo impressioni, ed a un certo punto incontriamo Andra e Tatiana Bucci, che si dimostrano cordiali e ben disposte a fare 2 chiacchiere.
Il primo commento che le sorelle Bucci ci lasciano è il loro stupore nel sentire il completo silenzio mentre testimoniavano insieme a Marcello Martini. “Di solito” dicono “prima c’è sempre un po’ di brusio, ma quando iniziamo a raccontare cala un silenzio incredibile ed è una cosa che ci tocca molto da vicino, questo volerci sentir raccontare”.
Tatiana poi ci dice: “Sono felicissima di incontrare tutti questi ragazzi attentissimi alla nostra storia e spero vivamente che un pezzettino della nostra memoria rimanga nei loro cuori e che tornando a casa possano raccontare a chi ha dubbi sulla Shoah quello che loro hanno visto e hanno sentito da noi”.
Rivolgono la loro attenzione non solo al passato, ricordando oltre alle vittime ebree quelle omosessuali, politiche e rom, nonchè gli antisociali, i menomati, eccetera, ma anche al presente considerando che le popolazioni del Rwanda e dell’Eritrea oggi muoiono per gli stessi motivi, e gli altri 1000 genocidi organizzati sconvolgono la Terra in ogni momento.
Non sappiamo se sia effetto della deportazione in Birkenau oppure se sia innato, ma un indubbio spirito forte e luminoso anima Andra e Tatiana.
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